PROGETTO IMPROVING

Glossario Generale (E-F)

E

Eco-innovazione – Per eco-innovazione si intende quindi l’insieme di metodologie, strumenti, opzioni tecnologiche, organizzative e logistiche che permettono a un’azienda di innovare i propri processi, prodotti e servizi riducendo il loro l’impatto sull’ambiente e favorendo lo sviluppo sostenibile.

Economia della conoscenza – I leader dell’Unione europea si sono presto resi conto della necessità di una profonda modernizzazione dell’economia europea per essere in grado di competere con gli Stati Uniti e con le altre grandi nazioni del mondo. Riunitosi a Lisbona nel marzo 2000, il Consiglio europeo ha conferito all’Unione un nuovo ambizioso obiettivo: diventare entro il 2010 “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Il Consiglio europeo ha adottato una strategia dettagliata per conseguire tale obiettivo. La “strategia di Lisbona” prevede interventi in numerosi settori, quali la ricerca scientifica, l’istruzione, la formazione professionale, l’accesso a Internet e il commercio on line. Economia sommersa – Può essere indicata come quella attività economica di cui la pubblica amministrazione non ha conoscenza per le seguenti motivazioni: Evasione fiscale; evasione contributiva; non osservanza della normativa contrattuale (relativamente a salario minimo, orari di lavoro) e delle regolamentazioni in materia di salute e sicurezza sull’apporto di lavoro; mancanza di permessi ed autorizzazioni amministrative.

PROGETTO
IMPROVING

Questo tipo di economia si caratterizza per il deliberato intento di violare una normativa senza che però questa azione rappresenti un illecito penale.

EDA – Acronimo di Educazione degli Adulti; insieme di interventi diretti ad adulti in considerazione della necessità di una educazione permanente e dell’apprendimento durante tutto il corso della vita (life long learning). Finalità ed obiettivi dell’educazione degli adulti sono stati definiti a livello europeo nella Conferenza Internazionale di Amburgo (luglio 1997) e indicati come impegno dei Paesi membri, riconoscendo all’adulto il diritto di poter conseguire le conoscenze di base e le abilità necessarie per collocarsi nella vita sociale e produttiva.

Efficacia – L’efficacia di un sistema (macchina, uomo, organizzazione, impresa) è rappresentata dall’insieme degli effetti prodotti dalla sua azione nel contesto in cui esso è operativo. L’efficacia misura la rispondenza dei risultati forniti agli obiettivi prefissati (benefici previsti). L’attitudine a raggiungere gli obiettivi predeterminati. Solitamente è espressa come rapporto tra risultati conseguiti e obiettivi posti (efficacia = risultati/obiettivi).

Efficacia esterna – Il raggiungimento di obiettivi relativi ai beneficiari del programma o del servizio. In generale: il miglioramento delle condizioni dei beneficiari dal punto di vista della missione di quel programma o di quel servizio. L’accento sull’efficacia esterna indica l’interesse a rispondere ai bisogni della popolazione indipendentemente dalle implicazioni per l’organizzazione.

Efficacia interna – Il raggiungimento degli obiettivi dichiarati, stabiliti, pattuiti, indipendentemente dal fatto se questi corrispondano in pieno ai bisogni dei beneficiari. Non è qualcosa di meno importante o di meno nobile dell’efficacia esterna. Un’organizzazione deve, innanzitutto, essere capace di rispettare gli obiettivi stabiliti nel mandato.

Efficienza – Riguarda la capacità di ottenere il massimo risultato col minimo impegno di risorse, generalmente economiche. Viene espressa in termini di qualità e quantità dei servizi offerti in seguito all’intervento, in relazione ai costi complessivi sopportati per la loro erogazione. Nei servizi alla persona l’efficienza non può non essere un obiettivo primario, se non intesa come componente dell’efficacia, specie dell’efficacia interna (efficienza = risultati/risorse impiegate). In generale, un’organizzazione risulta efficiente quando raggiunge l’uso ottimale delle proprie risorse, annullando qualsiasi spreco.

Empowerment (responsabilizzazione) – Processo di ampliamento delle possibilità di un soggetto, sia esso un’organizzazione o una persona, per aumentare la capacità di agire nel proprio contesto e di operare delle scelte. Significa fare leva sulle risorse già presenti e organizzarle allo scopo di aumentare la propria autodeterminazione. Significa, inoltre, acquisire la capacità di elaborare un ventaglio di soluzioni efficaci sulla base dei propri bisogni e aspettative.

Enpi – Acronimo di European Neighbourhood and Partnership Instrument; strumento Europeo di Vicinato e Partenariato, previsto per il periodo di programmazione 2007 2013, riguarderà i Paesi terzi che partecipano alla Politica Europea di Vicinato (PEV), ossia i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale e i Paesi del Caucaso meridionale. Lo strumento fornirà, inoltre, sostegno al partenariato strategico dell’Unione Europea con la Russia. L’Enpi si pone i seguenti obiettivi: lo sviluppo economico e sociale dei Paesi vicini; la sicurezza e le sfide comuni nel campo della sanità pubblica, dell’ambiente, del nucleare, dell’immigrazione clandestina e del crimine organizzato transnazionale) e la progressiva liberalizzazione degli scambi sulla base di regole standardizzate. Una componente specifica e innovativa di questo strumento consiste nella cooperazione transfrontaliera, la quale riguarda Regioni degli Stati membri e Paesi che condividono una frontiera comune (marittima e territoriale).

Enti bilaterali – Organismi nazionali o territoriali costituiti dalle parti sociali attraverso la contrattazione, prevalentemente con i contributi delle aziende, per la gestione di particolari aspetti della vita delle imprese e della tutela dei lavoratori. Di particolare rilevanza la gestione di ammortizzatori sociali, forme mutualistiche assistenziali, la formazione professionale dei lavoratori e, in prospettiva, il mercato del lavoro.

Enti locali – Amministrazioni che fanno riferimento a un territorio circoscritto. Gli Enti locali territoriali previsti dall’ordinamento vigente sono le Regioni, le Province e i Comuni; in senso più lato, a questa categoria di Enti possono essere ricondotte altre forme istituzionali operanti in ambito locale, in particolare per l’esercizio associato dei servizi pubblici, quali le Aree metropolitane, le Comunità montane, le Unioni di Comuni ed i Consorzi di Enti locali. Infine, un ulteriore comparto – tuttora di dimensioni indefinite, sia dal punto di vista numerico che quantitativo – è quello degli Enti dipendenti e delle Società partecipate dai vari Enti locali territoriali.

Esperto intersettoriale in Sicurezza e Legalità – Previsto nella Struttura Operativa di Gestione del P.O.R. è associato alle riunioni del Comitato di Coordinamento. I compiti dell’Esperto si concretizzano essenzialmente nell’impegno di evitare, nella gestione dei fondi comunitari, le infiltrazioni malavitose. Tale impegno deve essere perseguito attraverso azioni tendenti ad assicurare la piena trasparenza nella gestione dei flussi finanziari, un costante monitoraggio delle procedure di appalto e delle opere da realizzare, un controllo di legalità sugli investimenti e, infine, la sicurezza degli investimenti sia industriali che infrastrutturali. L’esperto trasversale assicura il coordinamento e l’efficace gestione delle azioni sopra delineate e deve contribuire alla elaborazione di un piano regionale, di concerto col Ministero dell’Interno,che preveda azioni specifiche da inserire all’interno dell’Intesa istituzionale con accordi quadro di programma sui temi della sicurezza e della legalità. Compito dell’Esperto è, inoltre, la promozione di protocolli di legalità con le Prefetture e gli Enti locali.

F

Fabbisogno formativo – Esprime le dimensioni qualitative e quantitative delle azioni formative indispensabili per acquisire capacità e conoscenze proprie di una professione formulate a partire dai bisogni rilevati.

Family friendly (amico della famiglia) – Politiche e misure che si propongono di favorire la conciliazione tra responsabilità professionali e familiari.

FAS – Acronimo di Fondo per le Aree Sottoutilizzate; è l’unione di due Fondi intercomunicanti affidati ai Ministeri dell’Economia e delle Finanze e delle Attività Produttive. I due Fondi, per la comune ispirazione e per la gestione unitaria che li caratterizza, possono considerarsi alla stregua di un “Fondo Unico per le Aree Sottoutilizzate” che consente di impostare una politica regionale a livello nazionale coerente con i principi e le regole della programmazione comunitaria per favorire l’aumento di competitività delle aree il cui potenziale è sottoutilizzato e di conseguire una maggiore capacità di spesa in conto capitale con particolare attenzione per il Mezzogiorno.

Fecondità – È una delle componenti positive che concorrono a determinare la dinamica demografica di una popolazione. Il tasso di fecondità totale indica il numero medio di figli che ciascuna donna, appartenente a una determinata popolazione, genera durante la sua vita feconda. Questo parametro permette di osservare i comportamenti riproduttivi di una popolazione in un determinato anno e fornisce importanti elementi per la determinazione dei meccanismi di ricambio generazionale.

Figure professionali – Si intende un insieme di ruoli lavorativi, operanti su processi lavorativi simili e connotati da “competenze professionali” omogenee. Così, ruoli che agiscono su processi lavorativi simili e che risultano essere caratterizzati da competenze della stessa natura, sono raggruppati in una unica figura professionale. Componente fondamentale delle figure professionali sono i “compiti” lavorativi (da altri denominati “attività” o “responsabilità” o “prestazioni”). I “compiti principali” sono le attività prevalenti e/o rilevanti svolte dalla figura professionale per raggiungere i risultati e le responsabilità attesi.

Finalità del progetto – Descrizione degli scopi che il progetto intende raggiungere in base a ciò che è stato rilevato con l’analisi della domanda, o del fabbisogno formativo, o con l’analisi organizzativa aziendale.

Flessibilità contrattuale – Fa riferimento all’adozione di strumenti finalizzati a promuovere una maggiore mobilità all’interno del mercato del lavoro, attraverso un alleggerimento dell’insieme di norme e regole che limitano le strategie delle imprese in merito alle assunzioni ed ai licenziamenti.

Flessibilità organizzativa delle imprese – Indica la capacità dell’impresa di adeguarsi ai mutamenti di un dato contesto attraverso il miglioramento della propria organizzazione aziendale, delle proprie risorse tecnologiche, della gestione delle risorse umane e delle relazioni esterne.

Flessibilità temporale del mercato del lavoro – Si riferisce all’adattabilità della struttura dei regimi d’orario alle necessità produttive dell’impresa. Dal lato dell’offerta la flessibilità “temporale” può riferirsi all’esigenza dei lavoratori di conciliare l’impegno lavorativo con le incombenze familiari o più in generale con la gestione dei propri spazi extra-lavorativi.

Flusso – Sequenza cronologica delle operazioni che costituiscono un qualsiasi processo.

Fondi Paritetici Interprofessionali – L’Articolo 118 della legge n. 388 del 2000, come modificato dall’art. 48 della Legge 27 dicembre 2002, n.289, dispone la possibilità di costituire Fondi per la formazione continua al fine di promuoverne lo sviluppo, in un’ottica di competitività delle imprese e di garanzia d’occupabilità per i lavoratori. I Settori economici interessati sono: l’industria, l’agricoltura, il terziario, l’artigianato. Gli accordi interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale possono prevedere l’istituzione di fondi anche per settori diversi. È inoltre possibile istituire Fondi per i dirigenti mediante accordi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei dirigenti, oppure come apposita sezione all’interno dei fondi interprofessionali nazionali.

Fondi Strutturali e di Coesione – I Fondi strutturali e il Fondo di coesione costituiscono gli strumenti finanziari della politica regionale dell’Unione europea (UE) il cui scopo consiste nell’equiparare i diversi livelli di sviluppo tra le regioni e tra gli Stati membri. Essi contribuiscono pertanto a pieno titolo all’obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale. Per il periodo 2007-2013, la dotazione finanziaria assegnata alla politica regionale è al 35% del bilancio comunitario, ovvero la seconda voce di spesa. Esistono due Fondi strutturali:

-        il più importante è attualmente il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), istituito nel 1975. Esso finanzia la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi generatori di occupazione a favore in particolare delle imprese;

-        il Fondo sociale europeo (FSE), istituito nel 1958, favorisce l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali meno favorite finanziando in particolare azioni di formazione;
Per accelerare i tempi della convergenza economica, sociale e territoriale, nel 1994 l’Unione europea ha istituito il Fondo di coesione. Il fondo è destinato ai paesi con un PIL medio pro capite inferiore al 90% della media comunitaria. Il Fondo di coesione si propone di concedere finanziamenti a favore di progetti infrastrutturali nei settori dell’ambiente e dei trasporti. Gli aiuti nell’ambito del Fondo sono tuttavia soggetti ad alcune condizioni. Nel caso in cui lo Stato membro beneficiario presenti un deficit pubblico superiore al 3% del PIL (regole di convergenza dell’UEM), non verrà approvato alcun progetto nuovo fino a quando il deficit non sia di nuovo sotto controllo.

Tali Fondi saranno destinati a finanziare la politica regionale nel periodo 2007-2013 nel quadro dei tre nuovi obiettivi, vale a dire:

-        l’obiettivo “Convergenza”, che mira ad accelerare il processo di convergenza degli Stati membri e delle regioni meno sviluppate dell’UE attraverso il miglioramento delle condizioni di crescita e di occupazione;

-        l’obiettivo “Competitività regionale e occupazione” mira ad anticipare i cambiamenti economici e sociali, a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo di mercati del lavoro anche nelle regioni non oggetto dell’obiettivo “convergenza”;

-        l’obiettivo “Cooperazione territoriale europea” mira a migliorare la cooperazione a livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale nei settori riguardanti lo sviluppo urbano, rurale e costiero, lo sviluppo delle relazioni economiche e la messa in rete delle piccole e delle medie imprese (PMI). Ovviamente tutti i progetti devono rispettare la normativa europea, soprattutto in materia di concorrenza, di ambiente e di aggiudicazione di appalti pubblici.
FEASR – Acronimo di Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale; la Commissione ha istituito, con Regolamento (CE) n. 1290/2005, un nuovo quadro giuridico per il finanziamento della politica agricola comune PAC che prevede due nuovi fondi: un Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e un Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Per il periodo 2007-2013 un accento particolare è posto sul secondo pilastro della politica agricola comune: lo sviluppo rurale, inserito in un quadro finanziario e di programmazione unico per garantire un maggior grado di coerenza, trasparenza e visibilità: migliorare la competitività dell’agricoltura e della silvicoltura sostenendo la ristrutturazione; migliorare l’ambiente e lo spazio rurale sostenendo la gestione del territorio; migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche. Il Fondo contribuisce all’azione comunitaria a favore delle regioni meno sviluppate secondo l’obiettivo Convergenza. Fornisce inoltre un’assistenza complementare alle azioni nazionali, regionali e locali per la realizzazione delle priorità comunitarie.

FEOGA – Acronimo di Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia Agricola; è il fondo comunitario creato nel 1962 per finanziare la politica agricola comune (PAC) e definisce il quadro del sostegno comunitario per lo sviluppo rurale sostenibile. Le misure per lo sviluppo rurale accompagnano e integrano altri strumenti della politica agricola comune e contribuiscono al conseguimento degli obiettivi previsti dall’articolo 33 del Trattato di Amsterdam. Il FEOGA è articolato in due sezioni: sezione Orientamento che si applica alle regioni e zone dell’obiettivo 1 e finanzia progetti pubblici per migliorare le strutture di produzione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli (ad esempio, tramite investimenti in nuove attrezzature e tecnologie) insieme al FESR e al FSE e la sezione Garanzia che si applica alle zone fuori dall’obiettivo 1. Finanzia le misure di sostegno dei prezzi e di stabilizzazione dei mercati anche tramite pagamenti diretti agli agricoltori.

FESR – Acronimo di Fondo Europeo di Sviluppo Regionale; (v) Fondi strutturali e di coesione.

FEP – Acronimo di Fondo Europeo per la Pesca; è il nuovo strumento finanziario dell’Unione Europea (UE) valido per il periodo 2007-13 ed entrato ufficialmente in vigore il 4 settembre 2006 (Regolamento del Consiglio CE n. 1198/2006, pubblicato su GU L 223/1 del 15.08.2006). Esso ha l’obiettivo generale di garantire, nei 27 Paesi Membri della UE, la sostenibilità economica, ambientale e sociale del settore pesca e acquacoltura, al fine di ridurre lo sforzo di pesca e proteggere l’ambiente.

FMI – Acronimo di Fondo Monetario Internazionale; creato nel 1944 con la firma degli accordi di Bretton Woods, l’FMI aveva il compito di assicurare il rispetto del nuovo ordine monetario internazionale fondato sul principio dei cambi fissi. Il suo compito quindi era quello di vigilare, affinché i paesi firmatari degli accordi non procedessero a svalutazioni selvagge o competitive. Con gli accordi di Giamaica, (firmati l’8 gennaio del 1976, hanno modificato gli accordi di Bretton Woods, svincolando le monete dal rapporto-base con l’oro e dai cambi fissi) la missione dell’FMI è cambiata: non deve più vigilare sui tassi di cambio, che ormai sono fluttuanti. In compenso il Fondo ha riacquistato importanza con il controllo sulla liquidità del sistema monetario internazionale: ciò significa in pratica che l’FMI si fissa l’obiettivo di garantire che siano saldati i debiti esteri (quelli contratti da uno stato o da esso garantiti). Per i paesi indebitati del terzo mondo l’FMI è diventato il simbolo dell’ortodossia economica. Di fatto la maggior parte degli accordi di aggiustamento conclusi hanno imposto ai paesi interessati delle condizioni molto pesanti e soprattutto costose da un punto di vista sociale: riduzione della spesa pubblica, privatizzazione di imprese pubbliche, riduzione o soppressione delle sovvenzioni pubbliche ad alcuni prodotti o ad alcune imprese, svalutazione della moneta nazionale.

FAS – Acronimo di Fondo per le aree sotto sviluppate; rappresenta l’unione di due Fondi intercomunicanti affidati ai Ministeri dell’Economia e delle Finanze e delle Attività Produttive. I due Fondi, per la comune ispirazione e per la gestione unitaria che li caratterizza, possono considerarsi alla stregua di un “Fondo Unico per le Aree Sottoutilizzate”. Tale assetto finanziario per la politica regionale per lo sviluppo è stato adottato a partire dalla Legge finanziaria 2003 unificando in tal modo tutte le risorse finanziarie aggiuntive nazionali destinate per l’85% al Sud e per il 15% al Centro-Nord.

FSE – Acronimo di Fondo Sociale Europeo; (v) Fondi strutturali e di coesione.

Formazione a catalogo –  È il percorso di formazione scelto dal destinatario della azione formativa in base alle proprie esigenze e fabbisogni e mirato a fornire competenze specifiche.

Formazione a distanza – Metodologia didattica attraverso la quale l’allievo apprende comunicando con un tutor o altri allievi geograficamente distanti. La comunicazione può avvenire attraverso reti di computer, reti telefoniche, altro. A differenza di “e-learning”, l’espressione “formazione a distanza” non indica necessariamente l’uso di reti di computer.

Formazione continua – In ambito professionale, la formazione continua si riferisce alla possibilità per un individuo di intraprendere un percorso formativo che inizi dall’apprendimento dalle conoscenze e dalle competenze di base relative a una data professione, e che prosegua dopo l’inserimento lavorativo mediante formazione sul lavoro (affiancamento, alternanza tra momenti di lavoro e momenti di formazione), stage, corsi di formazione veri e propri. Spesso la formazione continua viene intesa come intervento di adeguamento professionale rivolto a lavoratori minacciati dalla disoccupazione, in cassa integrazione o in mobilità, o anche a lavoratori con professionalità obsolete a causa delle trasformazioni industriali e dell’evoluzione dei sistemi produttivi.

Formazione continua generale – Comprende insegnamenti non applicabili esclusivamente o prevalentemente alla posizione attuale o futura occupata dal/la dipendente presso l’impresa beneficiaria, ma fornisce competenze ampiamente trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione e, pertanto, è in grado di migliorare in modo significativo la sua possibilità di collocamento.

Formazione continua specifica – Comporta insegnamenti direttamente e prevalentemente applicabili alla posizione attuale o futura occupata, dal/la dipendente, presso l’impresa beneficiaria. Essa fornisce competenze che non sono trasferibili ad altre imprese o settori di occupazione o che lo sono solo limitatamente.

Formazione iniziale – La formazione iniziale si svolge durante la scolarità normale e comporta una formazione di base, di cultura generale, una formazione professionale teorica e pratica. Si rivolge a persone che non hanno esperienza professionale.

Formazione integrata con l’università – È la formazione rivolta ai frequentanti un ciclo universitario. Prevede attività di durata variabile e si propone di integrare gli ordinamenti dei corsi universitari, potenziando e contestualizzando le competenze tecnico-professionali del profilo di riferimento, anche attraverso il ricorso a tirocini formativi ed esperienze transnazionali.

Formazione Integrata Superiore – Sistema che si propone di creare un’offerta formativa post-diploma in grado di rafforzare il rapporto tra la formazione professionale, l’istruzione scolastica post-diploma e i diplomi universitari, tenendo conto delle esigenze del mercato del lavoro. Si propone di formare tecnici e professionisti qualificati nei settori dell’industria e dei servizi, attraverso l’integrazione tra formazione teorica e pratica, quest’ultima svolta per mezzo di tirocini assistiti da un tutor. Si rivolge a giovani studenti e a lavoratori adulti in possesso di diploma di scuola media superiore.

Formazione on-the-job – Letteralmente “formazione sul lavoro”. Percorsi formativi erogati nell’ambito del lavoro che costituiscono parte integrante del percorso professionale del lavoratore.

Formazione orientativa – Tirocini e brevi percorsi formativi destinati a gruppi di utenti con omogenei fabbisogni su particolari aree tematiche (tecniche e strategie di ricerca di lavoro, nuove forme di lavoro, conoscenza del mercato del lavoro e delle professioni locale, ecc.).

Formazione Permanente (o educazione degli adulti) – È la formazione che coinvolge le persone indipendentemente dall’età e dalla condizione lavorativa: è costituita dall’insieme delle opportunità educative formali (Istruzione e Formazione Professionale certificata) e non formali (cultura, educazione sanitaria, sociale, formazione alla vita associativa, educazione fisico-motoria) rivolte a cittadini in età adulta. Nell’ottica di un’offerta integrata tra sistema scolastico, Formazione Professionale e mondo del lavoro, e di una politica di accesso all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, la Formazione Permanente tende al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

-        favorire l’estensione delle conoscenze (nuovi alfabeti, nuovi linguaggi);

-        favorire l’acquisizione di specifiche competenze connesse al lavoro ed alla vita sociale;

-        recuperare bassi livelli di istruzione e formazione.

Formazione post-diploma – È la formazione professionale rivolta a persone in possesso di diploma di scuola media superiore. Prevede percorsi di durata variabile, dalle 400 alle 1200 ore. La formazione post-diploma prevede metodologie di tipo attivo e multidisciplinare per trasmettere contenuti teorici e teorico/pratici, ma anche per mettere in pratica acquisizioni atteggiamenti e dinamiche relazionali in contesti lavorativi specifici; di norma contempla uno stage. Al termine del percorso la Regione o le Province rilasciano un diploma di qualifica superiore. I corsi di formazione post-diploma sono gratuiti perché finanziati dal FSE, sono programmati dalle Province e dalla Regione, organizzati e gestiti da enti di formazione professionale accreditati.

Formazione post entry (dopo- entrata) – In generale si tratta della formazione per neoassunti. Nell’ambito degli interventi a sostegno dell’imprenditorialità, è un’attività di formazione rivolta ai neo-imprenditori, ossia a coloro che sono appena entrati nel mercato con la loro impresa, finalizzata a sostenere la sopravvivenza dell’impresa stessa.

Formazione post-laurea – È la formazione professionale superiore rivolta a laureati, con l’obiettivo di elevare il livello di istruzione della popolazione giovane e adulta, per collegare domanda e offerta di lavoro e offrire una serie di opportunità diversificate, secondo un modello di integrazione con il territorio, in particolare con il sistema delle imprese. La formazione post-laurea prevede percorsi dalla durata variabile, da 800 a 1200 ore, finalizzati a fornire un’alta professionalizzazione sia relativa ad aree specialistiche relative al titolo di studio conseguito, sia ad aree complementari. Si attivano in collaborazione con Istituti di ricerca, Ordini Professionali o Associazioni Imprenditoriali. Prevedono lezioni di esperti aziendali e ricercatori, stage ed, a volte, scambi trans-nazionali. Prevede inoltre corsi di raccordo, della durata variabile, da 300 a 900 ore, finalizzati all’inserimento lavorativo su sbocchi occupazionali già identificati, di natura sia dipendente che autonoma. Si attivano in collaborazione con Istituti di ricerca applicata, Ordini professionali, Associazioni imprenditoriali. Prevedono lezioni di esperti aziendali e stage. Al termine di percorsi di formazione superiore post-laurea la Regione rilascia un Diploma Regionale di Specializzazione.

Formazione Professionale – È un servizio pubblico che ha la funzione di favorire l’occupazione in stretto collegamento con le richieste che provengono dal mercato del lavoro. I corsi forniscono quindi le conoscenze teoriche e le capacità pratiche necessarie per svolgere in modo qualificato i ruoli lavorativi. L’attuazione e la gestione dei corsi è affidata ad Enti di Formazione, pubblici e privati, riconosciuti idonei dalla Regione a svolgere queste attività.

Formazione Superiore – Comprende la Formazione post-obbligo formativo, la Istruzione Formazione Tecnica Superiore prevista dalla Legge 144/99 art. 69, l’Alta Formazione relativa ad interventi all’interno e successivi ai cicli universitari.

Forza lavoro – Rappresenta l’insieme delle persone occupate e/o in cerca di occupazione. Termine usato per indicare coloro che sono occupati o disoccupati: uomini e donne di età compresa tra i 15 e i 64 anni.

Framework – Strumento che ordina obiettivi, attività, ipotesi e condizioni di un progetto/programma all’interno di una matrice in base al loro livello gerarchico. Ciò consente di verificare come una attività, o un insieme integrato di attività discrete, sia stato ben congegnato, permettendone, al contempo, la valutazione puntuale in qualsiasi fase di attuazione, nonché le relazioni di causa-effetto tra attività previste e obiettivi. L’utilizzo del LF consente la formulazione di programmi integrati che rispondano a criteri di efficienza ed efficacia; serve da guida nella loro attuazione; e, soprattutto, forma la base per la complessiva attività di monitoraggio e valutazione delle azioni intraprese.

Front-Office – Dall’inglese “avanti ufficio”. In generale è uno sportello rivolto al pubblico, cura il contatto diretto con il pubblico e offre informazioni relative a servizi e prodotti e alle modalità per accedervi. È il luogo fisico dove il cittadino entra in contatto con la Pubblica Amministrazione.

APPRENDIMENTO PERMANENTE  IN ITALIA
Roma

Acireale

Bari

Battipaglia

Biella

Bologna

© 2019 UNIEDA - Unione Italiana di Educazione degli Adulti - C.F. 97154290585
Via Quattro Novembre, 157 - 00187 Roma - Tel. 066920431  - Fax. 0669204360 - presidenza@unieda.it