Seminario "EDUCAZIONE PERMANENTE: Esperienze e prospettive"

15 May 2017

Si è svolto sabato scorso 13 maggio, a Palazzo Ferrero il seminario "EDUCAZIONE PERMANENTE: esperienze e prospettive".
 

Il testo del CS, firmato da Mariella Debernardi, a conclusione del seminario:

Tante sono le realtà culturali “non formali” che offrono risposte a centinaia di migliaia di utenti. Solo in Piemonte si contano più di 170 sedi con 40mila soci, che mettono in campo risorse umane e strumenti operativi per andare incontro alle esigenze di una comunità in rapida evoluzione.
Per la prima volta alcuni di questi soggetti, che comprendono Università Popolari e Università delle Tre Età e TerzaEtà, si sono confrontate a Biella sotto la regia della locale Università Popolare Biellese, forte di migliaia di iscritti, di un numero elevato di corsi proposti e del riconoscimento di Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. 
Il confronto. Ospiti nei saloni affrescati di Palazzo Ferrero, hanno misurato la loro capacità di cambiare la percezione del territorio attraverso un lavoro quotidianamente rinnovato le Università Popolari di Vercelli, Chivasso, Cavallermaggiore e Savigliano. Se a Biella l’ambizione è di arrivare a incidere anche economicamente sul tessuto locale con ricadute culturali di ampio respiro, da Vercelli è arrivato l’input sul come si possa trasformare una città di anziani e di pendolari in un centro culturale che muove un numero incredibile di persone. Mentre Cavallermaggiore e dintorni hanno portato l’esempio dell’unione di Comuni per sviluppare cultura a basso costo e ad alta risposta sociale.
Nuove sfide. Con le sfide che si affacciano alle nostre porte, compresa la dovuta integrazione di molti immigrati dislocati nei Comuni piemontesi, occorreva portare a conoscenza la propria esperienza di Università dai modelli diversi e collaudati; anche per richiamare l’attenzione della Regione che si appresta a formulare una nuova legge quadro per la cultura, con risorse sempre più limitate e richieste di supporto sempre più motivate.
L’intervento della Regione. A rispondere tirando le fila del seminario era presente Paola Casagrande, direttore Promozione cultura, turismo e sport della Regione Piemonte. “Anche l’Unione europea ci spinge sulla via dell’educazione permanente per migliorare il vivere quotidiano. Data una Regione indebitata e dai tempi di pagamento lunghi, chiediamo al mondo dell’associazionismo di favorire un discorso di rete, come avete fatto oggi; nonché di dare vita a un “albo” di formatori. Da parte nostra ci impegniamo a una amministrazione più snella, a semplificazione in caso di domande, a interventi di specialisti che risolvano la parte fiscale, sempre più ingarbugliata e delle mille interpretazioni”.
Un cammino comune. Il seminario ha dunque posto le basi per un avvicinamento che ricadrà positivamente sui giovani, bisognosi di continuare ad aggiornarsi e a sperimentarsi anche mettendosi a loro volta nei panni di docenti alle prime armi; e sugli adulti che frequentano le Università Popolari, – l’età media si aggira sui 45 anni – desiderosi di sostegno per migliorare le proprie competenze. Insomma, da questo interessante seminario ci si attende una rete piemontese di Università Popolari che continui a rispondere alle richieste del pubblico, compresi i più giovani coinvolti nell’alternanza scuola-lavoro.

 

 

Le foto sono di Ferruccio Cossutta

 

 

 

 

 

 

 

 

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